2011
2010 2008
2007
2005
2003 |
Vrony Jaeggi (Soletta) e Ivo Kummer (Soletta). Prima direttrice delle Giornate letterarie di Soletta, Vrony Jaeggi ha fatto di questa manifestazione, sin dal 1979, un avvenimento centrale e plurilingue della scena letteraria nazionale. Ivo Kummer ha saputo, in qualità di direttore delle Giornate di Soletta, documentare il lavoro dei cineasti elvetici, nel rispetto delle esigenze linguistiche. Roger Friedrich (Cagiallo) e Christophe Büchi (Lausanne). Charles Linsmayer (Zurigo). Per onorare l'impegno instancabile profuso a favore del dialogo tra le regioni linguistiche della Svizzera grazie al suo talento di editore nel campo letterario e di giornalista culturale. Francis Moret (Morat). Direttore di Educa.ch che gestisce il Server svizzero dell'educazione nell'ambito di un mandato della Confederazione e dei Cantoni del quale ha saputo fare, con i suoi collaboratori, un esemplare organismo plurilingue al servizio della comunità. Achille Casanova (Berna). Quale riconoscimento per aver impersonificato in modo credibile e simpatico la Svizzera plurilingue ai più alti livelli decisionali dello Stato. Patrick Chappatte (Ginevra), Dimitri (Ascona) e Emil Steinberger (Territet). Quale riconoscimento per i loro contributi al superamento del fossato interlinguistico in Svizzera grazie all'umorismo e al riso. |
| 2002 |
Martin Heller (Zurigo). Per onorare la sua creatività e quale rappresentante di tutti coloro che non hanno perso la fiducia nell'Esposizione nazionale 2002 e hanno avuto il coraggio di lavorare per essa. |
| 2001 |
Francesca Gemnetti (Bellinzona). Quale riconoscimento per il suo impegno nel fare accettare nel patrimonio mondiale dell'Unesco i castelli di Bellinzona e in tal modo onorare un considerevole apporto della parte italofona del nostro Paese alla salvaguardia del patrimonio elvetico. |
| 2000 |
Armin Walpen (Herrenschwanden). Quale riconoscimento e stimolo per il suo impegno nel promuovimento degli scambi culturali tra le quattro regioni linguistiche, nella reciproca comprensione nonché nell'attuazione dell'Idea Svizzera alla Radio e alla Televisione. |
| 1999 |
Marcel Schwander (Lausanne). Riconoscimento quale commentatore, traduttore, comunicatore nel campo pubblicistico e letterario tra la Romandia e la Svizzera tedesca. |
| 1996 |
Freilichtmuseum Ballenberg. Riconoscimento per i suoi meriti quale sede di incontro delle quattro regioni linguistiche della Svizzera. |
| 1994 |
Editions Zoé (Ginevra), Limmat Verlag (Zurigo). Riconoscimento per il promovimento degli scambi letterari. |
| 1992 |
ch Fondazione per la collaborazione federale (Soletta). Quale istituzione «consorella» con gli stessi scopi e compiti. |
| 1990 |
Alfred Berchtold (Chêne-Bougeries). Riconoscimento quale ricercatore e interprete delle culture nelle regioni linguistiche della Svizzera. |
| 1989 |
Herbert Lüthy (Basilea). Riconoscimento quale storico e analista del federalismo. |
| 1987 |
José Ribeaud (Benglen). Riconoscimento per la presentazione della Svizzera tedesca, italiana e retoromancia alla Televisione e sulla stampa della Svizzera romanda. |
| 1985 |
Fritz René Allemann (Kleinrinderfeld, Germania). Per il libro «26 mal die Schweiz» («26 volte la Svizzera»). |
| 1984 |
Iso Camartin (Coira), Flavio Zanetti (Breganzona), Jean-Pierre Vouga (Lausanne), Théo Chopard (Berna). Per la loro attività di pubblicista. |
| 1982 |
Libero Casagrande (Bellinzona), Marie-Christine Hauser (Baconnière, Boudry), Bertil Galland (Vevey), Renate Nagel (Benziger, Zurigo), Franz Lamprecht (Ex Libris, Zurigo). Per la loro attività editoriale. |
| 1981 |
Trenta insegnanti di tutte le regioni del paese: riconoscimento per la promozione dello scambio di allievi fra le regioni linguistiche. |
| 1979 |
Marco Blaser (Lugano), Gaston Nicole (Bern), Hans Læmmel (Pully). Per la loro attività giornalistica. |
| 1977 |
Giorgio Orelli (Bellinzona), Eugène Badoux (St-Prex), Pierre Imhasly (Visp). Per il loro lavoro di traduttori. |
| 1976 |
Alain Pichard (Lausanne). Per il libro «Vingt Suisses à découvrir». |